

Il telefono Siemens S62, prodotto negli anni 90, era disponibile in due varianti principali: una versione da tavolo e l’altra progettata per essere montata a parete. Entrambe le versioni condividevano la stessa struttura circuitale, ma differivano nella forma esterna. Il modello S62 offriva una certa flessibilità, permettendo di essere fornito con o senza disco combinatore, consentendo solo la ricezione o abilitando anche la chiamata, a seconda delle esigenze dell’utente o dell’installazione. Per comporre un numero telefonico, l’utente inseriva un dito nei fori del disco combinatore corrispondenti alle cifre desiderate e ruotava il disco in senso orario fino al “fine corsa” metallico, caricando così una molla. Rilasciando il dito, il disco tornava automaticamente alla posizione originale grazie all’energia accumulata dalla molla, rendendo l’apparecchio pronto per selezionare la cifra successiva. Questo metodo di composizione era comune nei telefoni analogici precedenti all’avvento della selezione digitale.

Dal punto di vista tecnico, la selezione del numero avveniva attraverso un sistema di impulsi: il disco combinatore variava l’impedenza della linea un numero di volte corrispondente alla cifra selezionata. Questo avveniva durante il rilascio del disco, quando ritornava automaticamente alla posizione di riposo. Le centrali telefoniche erano in grado di decodificare il numero basandosi sul conteggio di queste variazioni di impedenza. Il telefono Siemens S62 poteva essere utilizzato solo sulle linee RTG di TIM, l’unico operatore che accettava composizioni ad impulsi. Attualmente, per utilizzarlo, è necessario disporre di una presa telefonica tripolare o di un adattatore per collegare la spina del telefono alle moderne prese RJ-11. Se utilizzato su linee VoIP, richiedeva un Analog Telephone Adapter (ATA) per la connessione.

Il modello S62, prodotto anche con tastiera numerica, presentava varie colorazioni, tra cui grigio chiaro, verde salvia, arancione, rosa salmone, giallo senape, azzurro cielo, rosso scuro, nero, bianco latte-avorio, e una rara versione trasparente. La suoneria era generata da un campanello elettromeccanico, azionato da un segnale di chiamata inviato dalla centrale tramite la linea telefonica.